Contributi

Interventi finanziari del Ministero a favore del proprietario, possessore o detentore del bene culturale ai sensi degli artt. 31, 35, 36 e 37 del Codice dei beni culturali e del paesaggio

Ai sensi dell'art. 35 comma 1 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, il Ministero ha facoltà di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentore di beni culturali per l'esecuzione degli interventi previsti dall'art. 31 comma 1 del Codice.

Come disposto dal DPCM 2 dicembre 2019, n. 169, art. 40 comma 2, Regolamento di organizzazione del MiBACT, il Segretariato regionale:

  • [lettera c] dispone il concorso del Ministero, sulla base di criteri definiti dalle direzioni generali centrali di settore, nelle spese effettuate dai proprietari, possessori o detentori di beni culturali per interventi conservativi nei casi previsti dagli articoli 34 e 35 del Codice ed eroga il contributo di cui all'articolo 37;
  • [lettera l] stipula, previa istruttoria della Soprintendenza competente, accordi e convenzioni con i proprietari di beni culturali, oggetto di interventi conservativi, alla cui spesa ha contribuito il Ministero, al fine di stabilire le modalità per l'accesso ai beni medesimi da parte del pubblico, ai sensi dell'articolo 38 del Codice;
  • [lettera m] adotta i provvedimenti necessari per il pagamento o il recupero di somme che è tenuto, rispettivamente, a corrispondere o a riscuotere in relazione all'esercizio delle funzioni e dei compiti attribuiti.

Secondo quanto indicato nel Regolamento di organizzazione del MiBACT, la richiesta di ammissibilità ai contributi statali, che può essere contestuale alla domanda di approvazione del progetto, deve essere presentata alla Soprintendenza di competenza che si pronuncia in merito in sede di autorizzazione degli interventi. Nel caso in cui il restauro o la manutenzione non si esauriscano in un unico intervento si possono inoltrare le domande di contributo anche per stralci successivi. Per quanto riguarda le spese ammesse a contributo si precisa che:

  • sono da intendersi inclusi esclusivamente gli oneri per lavori di restauro e conservazione (ivi incluse le opere di consolidamento), compresi i lavori impiantistici che concorrono a un miglioramento della sicurezza e della conservazione del bene, come gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, gli impianti antincendio e quelli antintrusione. Per le restanti tipologie di impianti è ammissibile a contributo la spesa per la sola predisposizione a esclusione delle apparecchiature;
  • sono ammissibili le spese tecniche di progettazione riferibili alle opere di restauro e conservazione, solo se esplicitamente richieste nella domanda di ammissione;
  • nel computo metrico estimativo degli interventi le voci indicate "a corpo" non vengono prese in considerazione, e pertanto devono essere sviluppate "a misura" (si invita a prendere come riferimento i prezzari ufficiali in uso nelle località ove si svolge l'intervento, oppure a redigere specifiche analisi dei prezzi di cui la Soprintendenza valuterà la congruità).

I sensi dell’art. 38 del Codice, i beni culturali sottoposti a interventi conservativi con il concorso dello Stato nella spesa sono resi accessibili al pubblico secondo modalità fissate da appositi accordi o convenzioni da stipularsi fra il Segretariato regionale e i singoli proprietari. Tale convenzione, con durata minima di dieci anni, è finalizzata a consentire la pubblica e gratuita fruizione dei beni culturali per almeno un giorno al mese durante l'arco dell'intero anno, oltre alle Giornate Europee del Patrimonio e agli altri eventi istituzionali promossi dal MiBACT. 

La corresponsione dei contributi è condizionata alla verifica della conformità dei lavori eseguiti al progetto approvato, nel rispetto dell'art. 21 del Codice. In caso di difformità la concessione del contributo viene sospesa e la somma corrispondente al contributo eventualmente già erogato sarà recuperata in maniera coattiva.

I contributi sono di due tipi, in conto capitale e in conto interessi, possono essere cumulabili, ma devono essere richiesti distintamente ciascuno secondo un proprio procedimento. Si sottolinea che non sono accolte domande di contributo presentate a lavori ultimati.

Aggiornamento

In attuazione delle disposizioni dell'art. 1 comma 314 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di bilancio 2018):

  • contributi in conto capitale: con Circolare DG-BI n. 38 del 21 maggio 2019 è stato trasmesso il Decreto 24 ottobre 2018, n. 471, adottato dal MiBAC di concerto con il MEF e recante “Disposizioni attuative in materia di contributi previsti dall’art. 35 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi del comma 314, dell’articolo 1, della legge 27 dicembre 2017, n. 205”, nel quale si specifica che sono nuovamente oggetto di possibile finanziamento gli interventi per i quali siano state rilasciate dichiarazioni di ammissibilità ai contributi a decorrere dal 1 gennaio 2019.

    Ai fini dell'inserimento nella programmazione annuale si ritiene necessario ricordare che le domande di ammissibilità ai contributi statali in conto capitale devono essere presentate dagli interessati alla Soprintendenza di settore competente territorialmente entro il 31 maggio di ogni anno.

  • contributi in conto interessi: con Circolare DG-ABAP n. 3 del 17 gennaio 2019 è stata comunicata la possibilità da parte delle Soprintendenze di riemettere dichiarazioni di ammissibilità ai contributi di cui all'art. 37 del D.Lgs. 42/2004 con decorrenza 1 gennaio 2019.

Contributi in conto capitale ai sensi degli artt. 31, 35 e 36 del D.Lgs. 42/2004

Per ottenere il contributo in conto capitale, il proprietario, possessore o detentore di beni culturali deve inviare alla Soprintendenza competente la richiesta di ammissibilità, corredata da idonea documentazione.

La Soprintendenza valuta le richieste ricevute e indica gli interventi ammissibili a finanziamento statale, ne quantifica l'importo ed emana l'atto con cui viene dichiarata l'ammissibilità dell’intervento. Si sottolinea che tale pronuncia costituisce mera indicazione propedeutica all’eventuale erogazione del contributo stesso, senza pertanto costituire alcun vincolo per l’accoglimento della richiesta che resta demandata alle determinazioni conclusive del programma ministeriale e delle risorse finanziarie disponibili.

Il contributo viene concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati, per una quota parte della spesa effettivamente sostenuta dal proprietario (determinata dalla Soprintendenza tenuto conto anche del godimento di eventuali altri contributi pubblici) per i soli interventi ritenuti ammissibili. Sia in caso di interventi conservativi volontari sia di interventi conservativi imposti, questi ultimi ai sensi dell’art. 34 comma 2 del Codice, possono essere erogati acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori, regolarmente certificati e collaudati dalla Soprintendenza competente.

Eseguiti gli interventi, l'interessato trasmette alla Soprintendenza la documentazione richiesta per la fase a consuntivo, al fine di consentire alla stessa di provvedere al collaudo dei lavori e alla redazione del relativo certificato, che viene successivamente trasmesso al Segretariato regionale. Quest’ultimo provvede a stilare una graduatoria e a trasmettere le proposte di finanziamento alla Direzione Generale Bilancio che, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, approva il piano di finanziamento e accredita le relative somme per la successiva erogazione del contributo.

Contributi in conto interessi ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. 42/2004

Il Ministero può concedere contributi in conto interessi sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori di beni culturali, nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati a un tasso annuo di sei punti percentuali sul capitale erogato (la concessione è ammessa anche per interventi conservativi su opere di architettura contemporanea di cui il Ministero abbia riconosciuto, su richiesta del proprietario, il particolare valore artistico ai sensi dell'art. 37 comma 4 del Codice).

Per ottenere il contributo in conto interessi, il richiedente deve inviare alla Soprintendenza competente la richiesta di ammissibilità corredata da idonea documentazione, e successivamente il Ministero autorizza l'emissione del decreto dirigenziale di concessione del contributo con riserva di verifica delle disponibilità del bilancio. Per i mutui a tasso variabile il contributo è calcolato sviluppando il piano di ammortamento al tasso costante della prima rata e ogni eventuale variazione del tasso deve essere comunicata al Segretariato regionale prima della successiva scadenza.

Una volta ottenuto il decreto di concessione del contributo, annualmente il beneficiario deve presentare:

  • dichiarazione dell'importo pagato e di cui si chiede il rimborso;
  • l'attestazione del regolare pagamento sia delle rate pregresse del mutuo che di quelle di volta in volta saldate come da piano di ammortamento approvato;
  • il piano di ammortamento aggiornato e ogni successiva ed eventuale variazione rispetto a quello indicato nel decreto di concessione suindicato, compresa, nel caso, la risoluzione del contratto di mutuo.

Ogni anno, per tutta la durata del mutuo, il Segretariato regionale emette una dichiarazione di nulla osta al pagamento della quota a contributo per l'anno in corso, e in caso di variazione del piano di ammortamento, emette un apposito decreto di aggiornamento.

Si ricorda che le ipoteche contratte sui beni appartenenti al demanio culturale (Stato, Regioni, altri enti pubblici territoriali, altri soggetti pubblici, persone giuridiche senza fini di lucro ed enti ecclesiastici civilmente riconosciuti) devono essere preventivamente autorizzate ai sensi degli artt. 55 comma 3 e 56 comma 4-quinquies del Codice.

Istruzioni procedurali

Modulistica

Nota bene: la richiesta di ammissibilità ai contributi statali, corredata di tutti gli allegati, dev'essere presentata alla Soprintendenza di competenza (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia o Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia).

Contributi in conto capitale:

Contributi in conto interessi:

Patrimonio aperto al pubblico

Per visionare l'elenco dei beni culturali che, a seguito dell'intervento dello Stato nel sostenere le spese di restuaro, sono accessibili gratuitamente al pubblico, vai a

Patrimonio aperto al pubblico

Provvedimenti

Per visionare gli atti di concessione emanati dal Segretariato regionale del Friuli Venezia Giulia, vai a

Amministrazione trasparente