biografia

CESARE DELL’ACQUA

Pirano d'Istria, 22 luglio 1821 – Bruxelles, 16 febbraio 1905

Cesare_Dell'Acqua_-_ritratto_(1851)

Autoritratto – 1851
Civico Museo Revoltella
(dono Flavio Tossi, Kraainem, 1994)

Cesare dell’Acqua nacque a Pirano il 22 luglio 1821. Orfano del padre, nel 1826 si spostò a Capodistria assieme a madre e fratelli. Da qui si trasferì, nel 1833, a Trieste dove iniziò a dedicarsi al disegno. Alcuni suoi schizzi furono notati dallo scultore veneziano Pietro Zandomeneghi che gli consigliò lo studio della pittura e - insieme con altri artisti e mecenati triestini, tra cui lo storico Pietro Kandler (figura importante per la futura attività di Cesare a Trieste) - si adoperò affinché il giovane ottenesse dal Comune di Trieste una borsa di studio per l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Il piano ebbe esito positivo e Dell’Acqua frequentò l'Accademia dal 1842 al 1847. Due importanti nuclei grafici, conservati presso i Civici Musei di Storia e Arte e il Civico Museo Revoltella rappresentano una preziosa testimonianza di questo periodo. 

In occasione della visita ufficiale a Trieste dell'imperatore d'Austria Ferdinando I e Maria Anna di Savoia (autunno 1844), il Comune di Trieste commissionò a Dell’Acqua e ad Alberto Rieger una serie di quindici litografe-ricordo dei momenti principali, diffuse in un volume pubblicato dal Lloyd Austriaco nel 1845. Fin da questo primo incarico, Dell’Acqua rivelava un grande talento nella riproduzione dei minimi dettagli.

Il genere storico aveva, in quegli anni, molti seguaci in Italia e in Europa. Dell’Acqua si dedicò al genere per decenni, anche grazie all'amicizia con il pittore di storia Gian Lorenzo Gatteri, triestino e compagno di studi all'Accademia.

Dopo un viaggio nelle capitali d'Europa, nel 1848 Dell’Acqua si stabilì a Bruxelles dove già risiedeva il fratello, diventando allievo e assistente del pittore celebre per la pittura di storia, Louis Gallait, di cui successivamente avrebbe proseguito il lavoro.

Da Trieste continuarono ad arrivare diverse commissioni: due grandi tele per la chiesa greco-ortodossa di San Nicolò dei Greci (San Giovanni che predica nel deserto e Cristo chiama a sé i fanciulli inviate a Trieste nel 1852 e nel 1854) per le quali il pittore non volle alcun compenso e il quadro storico raffigurante Francesco Ferrucci alla difesa di Volterra richiesto da Nicola Bottaccin nel 1853 e oggi conservato al Museo Bottacin, Musei Civici di Padova.

Anche Pasquale Revoltella richiese al pittore due grandi tele storiche per adornare la sua residenza cittadina (Palazzo Revoltella), in particolare l'ala più grande del pianoterra, all’epoca destinata a sala da biliardo. I soggetti sono la Proclamazione del porto franco di Trieste (1855) e la Dedizione di Trieste all’Austria (1856). Quasi sicuramente Pietro Kandler fu il fautore di questa commessa e l’autore dei testi esplicativi delle opere destinati ai visitatori della residenza. Altre tele del pittore eseguite per committenti privati sono oggi conservate presso il Civico Museo Revoltella.

L'arciduca Massimiliano d'Asburgo, dopo aver probabilmente ammirato le opere di Dell’Acqua nelle residenze dell’amico Nicola Bottacin e di Pasquale Revoltella, nel 1857 trovandosi a Bruxelles per celebrare le nozze con la principessa Carlotta del Belgio, chiese al pittore dapprima di immortalare l’evento e, in seguito, di eseguire una serie di quadri a soggetto storico, da lui stesso ideati, per la decorazione della sala storica del suo Castello dedicata alle vicende di Miramare, la cui costruzione era iniziata un anno prima. Grazie, nuovamente, alle note storiche di Pietro Kandler, e dopo diverse visite al Castello, anche se non presenziò direttamente ad alcuni eventi rappresentati dei quadri, nel 1868 tutti i sette dipinti commissionati dall’Arciduca erano sistemati nella sala secondo la volontà di Massimiliano, scomparso l’anno prima in Messico.

Dopo il 1870 si accrebbero gli impegni per i committenti belgi, grazie ai quali raggiunse un grado di notorietà tale che nel 1875, il Comune di Trieste gli commissionò un grande dipinto per la sala del Maggior Consiglio del nuovo Municipio. Il pittore ideò una complessa ed elaborata allegoria della Prosperità commerciale di Trieste, portata a termine nel 1877.

Nel 1877 lavorò nel Castello des Amerois del conte di Fiandra dove dipinse due ritratti e, nello stesso periodo, gli fu offerta la decorazione dello scalone del Musée d'art moderne di Bruxelles, ma rifiutò a favore di un’artista di nazionalità belga.

Un altro segnale della stima raggiunta fu la richiesta di un suo Autoritratto da parte della Galleria degli Uffizi, secondo le modalità seguite con gli artisti più noti dell'epoca.

Tra il 1879 e il 1882 dipinse per l'amico Leopoldo Vianello una serie di dipinti dedicati ai Trionfi delle arti e della scienza in Italia da collocarsi nella sala da biliardo della sua villa a Trieste (oggi scomparsa). Il ciclo, non più unitario, attualmente è distribuito fra varie raccolte pubbliche e private.

La sua produzione comprende anche quadretti di genere di tradizione fiamminga e di illustrazione, in particolare dedicati a soggetti folcloristici e fiabe per bambini. Nel 1860 fu uno dei membri fondatori della Société des aquarellistes: partecipò regolarmente alle mostre annuali sino al 1905, anno in cui fu allestita, a Bruxelles, una grande mostra di tutte le opere presenti nel suo studio al momento della morte avvenuta il 16 febbraio 1905.